Borgo Val di Taro - Guida Turistica

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.: BORGO VAL DI TARO
 Borgo Val di Taro è un comune di 7.077 abitanti della provincia di Parma.
 Borgo val di Taro, considerata la capitale dell’Alta Val Taro, si può ben definire un’isola felice per la gastronomia e l’ambiente.
 Il paese vanta una grande storia, che va ricercata nel suo nome originario di Turris, e ancora oggi ne restano segni nell’urbanistica e nell’architettura del territorio, come per esempio la pieve romanica di San Cristoforo a San Pietro.
 Durante l’ultimo conflitto mondiale, Borgo val di Taro fu teatro di numerosi epispodi legati alla guerra di Resistenza, e nel 1985 il gonfalone del comune di Borgo val di Taro venne decorato dalla Medaglia d’Oro al Valor Militare.
 Ora il paese è noto soprattutto per la sua ottima qualità di vita e per i suoi funghi, di cui il porcino, che porta il marchio IGP, è il protagonista indiscusso.
 Ogni anno, infatti, questo prelibato prodotto del sottobosco attira turisti da ogni dove che a Borgotaro possono gustare tutte le ricette tipiche, dalle tagliatelle, ai funghi fritti e sott’olio.
 Il periodo autunnale, quindi, è il più ricco in assoluto dal punto di vista delle manifestazioni e degli eventi in generale, con la capofila, la Sagra del fungo di Borgotaro, che quest’anno giunge alla sua 31esima edizione nei giorni del 16 e 17 settembre.
 Anche nei mesi estivi, però, Borgotaro diventa luogo ideale per chi vuole trascorrere una vacanza all’insegna della cultura, del divertimento e del relax in splendidi ambienti naturali.
 Infatti il comune di Borgo val di Taro ha da poco ottenuto la Certificazione Ambientale ISO 14001, ed inoltre è entrata nel circuito delle “Cittàslow”, che accomuna tutti i piccoli centri in cui il buon vivere è una priorità.
 Borgotaro, forma abbreviata comunemente usata, conta alcune industrie, ma la maggior parte della popolazione attiva è occupata nel settore terziario. Numerose sono le attività commerciali: i suoi negozi, i supermarket ed in particolare il mercato del lunedì attraggono gente anche dai limitrofi comuni.
 La particolare posizione geografica situa il suo territorio quasi a cavallo di tre regioni: Toscana, Liguria ed Emilia Romagna, i cui confini corrono lungo i crinali che delimitano la valle.
 Fu, quindi, nel passato, zona di passaggio per mercanti, viaggiatori, pellegrini ed eserciti diretti ad uno dei tanti passi che permettevano un agevole raccordo tra Regione padana, Lunigiana e Genovesato. Posizione strategica nel cui possesso si alternarono e susseguirono Impero, Monastero di Bobbio, Comune di Piacenza, Landi, Papato, Malaspina, Visconti, Fieschi, Sforza, Doria, Farnese, Austria, Impero Francese e Borbone. Turris, originaria denominazione dell’attuale Borgo Val di Taro, sia pure in diversa localizzazione, fu una creazione militare bizantina, assurta ad eccezionale importanza quale sede di un comando militare e come tale capoluogo di tutta la circoscrizione.
 In seguito all’avvento dei Longobardi, Turris divenne proprietà del fisco regio e costituì uno dei più cospicui e redditizi donativi dei re longobardi al monastero di San Colombano in Bobbio.
 In qual modo sia avvenuto il passaggio dalla denominazione Turris a Torresana e da questa a Borgo Val di Taro, non è ancora chiaramente documentato.
 Si sa per certo che nel diploma rilasciato da Ottone I in Milano il 30 luglio 972, si parla di una “plebs Sancti Georgi” che sorgeva là dove il Tarodine sfocia nel Taro. Intorno e di fronte a questa chiesa sorse Torresana.
 In seguito, mutate vicende storico-politiche spinsero gli abitanti di Torresana ad insediarsi un poco più a ovest e precisamente sul terrazzo fluviale su cui sorge oggi l’abitato.  Nasce così il nome Borgo Val di Taro.  Qui, nel 1226, venne posta la prima pietra della Chiesa di S.Antonio, attorno alla quale sorse l’odierno agglomerato.
 Il grande sviluppo urbanistico degli ultimi decenni non ha coinvolto la parte più antica del centro abitato che così conserva tuttora la sua struttura viaria.
 Dopo essere passati da una Signoria all’altra, nel 1578, i borghigiani stanchi delle angherie e dell’esosità dei Principi Landi, si ribellarono e li cacciarono definitivamente.  Si diedero così nelle mani di Ottavio Farnese, duca di Parma, che nominarono loro Principe.
 Nel 1731 moriva Antonio Farnese senza lasciare eredi cosicché il ducato passava a Carlo I Borbone, figlio di Elisabetta Farnese.
 Nel 1806 Borgotaro venne incorporato nell’Impero Francese e assegnato al Dipartimento degli Appennini.
 In seguito alla caduta di Napoleone, le potenze vincitrici decisero di assegnare il Ducato di Parma e Piacenza a Maria Luigia d’Austria fino alla sua morte, che avverrà nel 1847.
 Successivamente tornarono i Borbone la cui dominazione cessò nel giugno 1859, allorché a Parma si costituì un governo provvisorio per preparare l’annessione al Regno di Piemonte e quindi al Regno d’Italia. Durante l’ultimo conflitto mondiale, Borgotaro subì oltre quaranta incursioni aeree e il suo territorio fu teatro di numerosi episodi legati alla guerra di Resistenza.
 Nel dopoguerra l’intera Valtaro sarà interessata da un notevole flusso migratorio che porterà migliaia di Valtaresi in ogni parte del mondo a cercare un posto di lavoro.
 Oggi, in diversi stati, sono sorte importanti associazioni di emigrati Valtaresi con le quali l’Amministrazione Comunale tiene costanti contatti.
 Nel 1985 il gonfalone del Comune veniva decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare.